Colonscopia

La colonscopia è una indagine effettuata con un tubo flessibile dotato di una piccola telecamera alla punta che viene introdotto attraverso l’ano e che consente di esplorare il colon. Per fare questa indagine è necessario introdurre aria nell’intestino che deve essere perfettamente pulito. Durante l’esame potranno essere eseguiti, con delle piccole pinze, dei prelievi di mucosa (biopsie) che saranno inviati in Anatomia Patologica per essere analizzati al microscopio (esame istologico). Nel corso dell’esame è possibile, inoltre, effettuare dei veri e propri interventi di chirurgia come, per esempio, l’asportazione di polipi o il trattamento di lesioni sanguinanti. La colonscopia diagnostica è una procedura sicura. Solo eccezionalmente si possono verificare alcune complicanze quali la perforazione (0.1-0.3%), l’emorragia(0.1-0.5%), problemi cardio-respiratori (0.4%) o altre complicanze non prevedibili a carico di organi diversi dal tubo digerente. Solitamente tali complicanze sono legate alla presenza di patologie associate.

La rimozione dei polipi (polipectomia) è necessaria per evitare i rischi connessi alla loro crescita: emorragia, ostruzione intestinale, trasformazione maligna. La polipectomia viene effettuata con un particolare cappio collegato al bisturi elettrico. Il polipo, nella maggior parte dei casi, viene poi recuperato ed inviato per esame istologico.

In caso di polipectomia le complicanze più gravi sono: l’emorragia che si verifica nello 0.6-3% dei casi ( in genere si autolimita o si arresta con mezzi endoscopici, a volte però può rendersi necessario il ricovero ospedaliero per osservazione, mentre raramente richiede l’intervento chirurgico) e la perforazione che si verifica nello 0.3-2% dei casi e generalmente richiede l’intervento chirurgico per la sua correzione. In casi del tutto eccezionali, tali complicanze potrebbero compromettere la vita. Altre numerose complicanze sono segnalate in letteratura, assolutamente non prevedibili anche a carico di organi diversi dal tubo digerente legate a particolari condizioni del paziente. Al fine di ridurre al minimo tali rischi è necessario che il paziente comunichi al personale se è affetto da alterazioni della coagulazione del sangue, se assume farmaci per fluidificare il sangue (es. aspirina, ticlopidina, coumadin), se è stato sottoposto ad interventi chirurgici (soprattutto gastrointestinali o cardiaci) o se è affetto da malattie cardiache o se ritiene di essere in gravidanza.
Le procedure vengono eseguite (dopo una accurata pulizia intestinale), con il paziente sdraiato sul fianco sinistro. Al paziente può essere somministrato, per via endovenosa, farmaci tranquillanti, antidolorifici e anestetici. Gravi effetti collaterali legati all’uso di tali farmaci sono rari, e generalmente si manifestano in soggetti predisposti: è quindi fondamentale che il paziente comunichi al personale l’esistenza di allergie nei confronti di qualsiasi farmaco.
Si consiglia di non guidare l’automobile dopo l’esame e di non firmare documenti importanti.
L’alternativa diagnostica alla colonscopia è rappresentata dal clisma opaco a doppio contrasto o dalla colonscopia virtuale che hanno una minore sensibilità senza possibilità di effettuare prelievi bioptici né polipectomia. L’alternativa alla polipectomia è la chirurgia tradizionale laparoscopica o laparotomica che è gravata da maggiore morbilità e mortalità.
La colonscopia, pur essendo considerata l’indagine di scelta per esaminare il colon, non è un esame infallibile per cui anche in mani esperte possono non essere visti lesioni di piccole dimensioni  in una percentuale che va dallo 0 al 15%.

Controindicazioni:
Controindicazioni assolute
Quando è nota o si sospetta la perforazione del viscere
In caso di infarto del miocardio in atto

Controindicazioni relativi/limitazioni
Diverticolite acuta severa
Peritonite
Megacolon tossico
Diatesi emorragica grave non correggibile
Scompenso cardiaco grave
Insufficienza respiratoria grave
Polipi inaccessibili endoscopicamente
Insufficiente preparazione intestinale