Enteroscopia con Capsula

E’ una metodica che consente di ottenere immagini endoscopiche della superficie interna dell’intestino tenue.
L’esame prevede che il paziente deglutisca una microcamera della grandezza e forma di una capsula di vitamine (11x26mm. ) che viene deglutita con un sorso d'acqua e progredisce spinto dalla peristalsi. Tale "capsula endoscopica" è in grado di trasmettere delle immagini del piccolo intestino ad un registratore posto alla cintura del paziente e quindi trasferite come filmato su un apposito computer. Questo filmato viene analizzato dal medico alla ricerca di possibili patologie intestinali.
Durante l’esame il paziente è libero di muoversi. Al termine della registrazione (dopo 8-9 ore) il registratore verrà rimosso ed il paziente, se ambulatoriale, potrà tornare tranquillamente a casa. La capsula è monouso e quindi non va recuperata.
Il possibile insuccesso della metodica è legato ai seguenti fattori.

  • Difficoltà o impossibilità da parte del paziente di deglutire la capsula.
  • Problemi tecnici connessi al precoce spegnimento dell’apparecchiatura legato ad un difetto delle batterie interne della capsula;
  • Disturbi della motilità gastrointestinale (ad esempio pazienti con neuropatia diabetica).

Per il buon esito dell'esame deve essere effettuato una adeguata preparazione di pulizia intestinale: Nei due giorni che precedono l’esame, la dieta deve essere leggera e povera di scorie ed è prescritto il digiuno dalla sera precedente. È indispensabile sospendere i medicinali a base di ferro 7 giorni prima dell’esecuzione della indagine. Il pomeriggio precedente l’esame si somministra al paziente una preparazione a base di polietilenglicole (2 litri).

Indicazioni:

  • Sanguinamento gastrointestinale di origine oscura (pazienti con melena o con anemizzazione in cui l’endoscopia del tratto superiore ed inferiore è risultata negativa).
  • Sospetto o follow-up di malattie intestinali infiammatorie croniche non stenosanti (soprattutto la malattia di Crohn)
  • Sospetto di neoplasia del tenue.
  • Celiachia refrattaria nota o sospetta
  • Poliposi intestinali ereditarie

Controindicazioni assolute

  • Sospetta o accertata occlusione o sub-occlusione intestinale
  • Condizioni mentali o fisiche che precludano il rispetto di quanto richiesto dall’esame e l’acquisizione del consenso informato
  • Gravidanza in atto

Controindicazioni relative:

  • Disturbi della deglutizione
  • Portatore di pacemaker o altri impianti elettromedicali
  • Pregressa chirurgia a carico dell’intestino tenue
  • Diabete con neuropatia
  • Alterazioni note della motilità del tratto gastro-enterico

In questi casi, dopo opportuna valutazione clinica può essere necessario utilizzare particolari accorgimenti (per esempio nei disturbi della deglutizione si può posizionare direttamente la capsula nello stomaco per via endoscopica) o l’esame può essere rinviato (ad esempio in caso di gravidanza). Per i pazienti con pacemaker l’esame può essere eseguito in ambiente protetto sotto monitoraggio cardiologico.

Complicanze
Potenziali rischi in cui il paziente può incorrere durante la procedura sono:

  • Mancata espulsione della capsula nelle feci (“ritenzione”). Dal 5 al 10% dei pazienti affetti da malattia di Crohn già nota, ed in una % maggiore di pazienti affetti da neoplasie del tenue stenosanti, la capsula può rimanere incarcerata nell’intestino a livello di un restringimento non noto, rendendo necessari provvedimenti che possono giungere, in alcuni pazienti, fino all’intervento chirurgico per recuperarla. Tale complicanza è stata segnalata anche in soggetti con pregressi episodi di occlusioni o sub-occlusione e pazienti con pregressi interventi sull’addome.

L’intestino tenue può essere studiato anche attraverso metodiche diverse dalla videocapsula:

  • L’enteroscopia con endoscopi lunghi flessibili
  • L’entero-TC
  • Entero-RM

LA differenza principale tra la videocapsula e le metodiche radiologiche è la possibilità di avere in maniera rapida ed assolutamente non invasiva, una visualizzazione diretta della mucosa del tenue in tutta la sua estensione. Le altre metodiche sono invasive e richiedono la sedazione del paziente.