PEG (Gastrostomia percutanea)

La Gastrostomia Endoscopica Percutanea (P.E.G.) è una procedura endoscopica utilizzata per collegare la cavità gastrica con l’esterno, mediante un tubicino di 5-7 mm di diametro che  permette l’immissione di cibi e liquidi (nutrizione entrale), e di farmaci, in soggetti che hanno difficoltà o impedimento a deglutire. Il posizionamento di un sondino naso-gastrico è la procedura da preferire nei pazienti per i quali si prospetta una ripresa della fisiologica nutrizione perorale entra 30 giorni; per un periodo più lungo è indicato il posizionamento della PEG.
La procedura prevede l’introduzione di un gastroscopio con immissione di aria nella cavità gastrica. Grazie alla trans-illuminazione della parete addominale il medico può rilevare, con digitopressione, il punto preciso per posizionare la PEG. Praticata l’anestesia locale sul punto individuato viene eseguita una piccola incisura cutanea attraverso la quale viene inserita la cannula che penetra nello stomaco ed all’interno della quale viene fatto passare un filo guida. Il filo viene quindi recuperato con un’ansa e portato all’esterno con l’estrazione del gastroscopio. A questo punto, la sonda da posizionare  viene fissata al filo guada e tirata , attraverso l’esofago, sino allo stomaco e da qui attraverserà la parete addominale a livello del tramite precedentemente creato. La nutrizione entrale viene iniziata dopo 6 –12 ore. La percentuale di successo nel posizionamento della PEG è superiore al 90% ed la durata della procedura, eseguita in Day Hospital o con un breve ricovero di 1-2 giorni è di circa 15 –20 minuti.

Indicazioni:

  • Patologie neurologiche acute (traumi cranio-encefalici, danno cerebro-vascolare) e croniche (sclerosi laterale amiotrofica, demenza di Alzheimer, morbo di Parkinson)
  • Patologie neoplastiche dell’orofaringe, laringe ed esofago.
  • Stati catabolici in cui è richiesto un supplemento alimentare.
  • Decompressione gastrica in patologie dismotorie del tratto gastroenterico benigne (gastroparesi) e maligne (carcinosi peritoneale)

Controindicazioni assolute:

  • Impossibilità ad accostare la parete addominale alla parete gastrica.
  • Ostruzioni serrate  del faringe e/o esofago
  • Coagulopatia
  • Occlusione gastrointestinale

Controindicazioni relative

  • L’ascite
  • Le patologie neoplastiche, infiammatorie ed infiltrativi della parete gastrica e della parete addominale
  • L’ipertensione portale con varici esofagee
  • Alle suddette controindicazioni vanno aggiunte quelle relative all’esecuzione della Esofagogastroduodenoscopia (EGDS) e le condizioni che impediscono la procedura di transilluminazione della parete gastrica quali epatomegalia, resezione gastrica e obesità.

La gestione domiciliare della PEG non è difficile, ma richiede alcune attenzioni quotidiane che saranno poi illustrate dal personale infermieristico della Unità Operativa dove ha effettuato la procedura (controllo quotidiano della cute e medicazione della stomia, delicata mobilizzazione della sonda con movimenti rotatori in senso orario ed antiorario senza esercitare trazioni, controllo della posizione e della pervietà della sonda, lavaggio della sonda con 30 cc di acqua gasata al termine di ogni somministrazione, alimentazione in posizione eretta, somministrazione di farmaci preferibilmente in forma liquida). La durate media della PEG è di circa 1 anno.  

Complicanze

Il tasso globale di complicanze nei pazienti sottoposti a posizionamento di PEG oscilla tra il 4.9% ed il 10.3%.
 Le complicanze severe sono:

  • aspirazione di materiale gastro-enterico refluito,
  • emorragia,
  • danno ad organi interni,
  • perforazione,
  • ileo prolungato,
  • infezione della ferita,
  • fascite necrotizzante   
  • morte (raramente)

Complicanze minori sono:

  • ostruzione del tubo della PEG,
  • macerazione dei tessuti circostanti la PEG,
  • rimozione accidentale della gastrostomia
  • vomito e
  • dolore peristomale.

L’alternativa alla PEG è rappresentata dalla gastrostomia chirurgica, da eseguire in sala operatoria, procedura più complessa e gravata da un maggior tasso di complicanze, data la situazione clinica già alquanto compromessa dei pazienti che necessitano tale presidio terapeutico.